Ravenna-Saharawi, dispatch #02

i sopralluoghi

Ciao ragazzi! Vogliamo approfondire il progetto su cui stiamo lavorando e aggiornarvi. Il 27 febbraio siamo andati a fare dei sopralluoghi in varie zone di Ravenna per farvi conoscere meglio la nostra città.
Il primo sopralluogo l’abbiamo svolto nella zona della stazione ferroviaria dove abbiamo intervistato Kauser, un signore di origine bengalese, proprietario di un negozio di bigiotteria. Lui ci ha spiegato la sua situazione in Italia e ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita. Kauser si sente perfettamente integrato nel nostro paese tant’è che è diventato a tutti gli effetti un cittadino italiano ed è molto orgoglioso di esserlo.
Inoltre ci siamo recati a Città Attiva, un centro di mediazione sociale presso i Giardini Speyer vicino alla nostra scuola. A questo progetto partecipano 18 associazioni di volontari che vogliono migliorare questo bel quartiere che, tuttavia, è urbanisticamente degradato. Ad esempio due di queste associazioni sono Romania mare e Legambiente. La prima accoglie soprattutto le badanti rumene in difficoltà che trascorrono qui la maggior parte del loro tempo libero e seguono corsi di formazione per prendersi cura degli anziani. La seconda associazione si occupa di problemi ambientali e offre corsi di lingua italiana ai richiedenti asilo. Città Attiva propone anche iniziative molto interessanti come lo sportello di antidiscriminazione e i laboratori di intrattenimento per i bambini.
Un altro luogo che abbiamo visitato è stato l’ufficio della direttrice di Terra mia, un’associazione e cooperazione di mediazione linguistica che si occupa dell’integrazione degli stranieri a Ravenna. Il suo obiettivo principale riguarda la progettazione di percorsi scolastici inclusivi, capaci di accompagnare alunni e famiglie in questa nuova tappa della vita. In questo modo si favoriscono i meccanismi di interazione e integrazione con le istituzioni, la scuola e la società.
L’ultimo sopralluogo è stato svolto alla parrocchia di San Rocco che non è solamente un luogo di culto, ma si impegna anche a offrire servizi a persone bisognose, mettendo a disposizione: un luogo in cui dormire, una mensa e una piccola bottega che fornisce beni di prima necessità. Durante il sopralluogo abbiamo avuto l’opportunità di fare alcune domande a persone che si trovavano lì che si sono rese disponibili nello spiegarci la funzionalità del posto e i loro servizi.
Grazie a questa esperienza, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere una parte della società alla quale di solito ci riferiamo in maniera superficiale. In particolare, intervistare degli immigrati con difficoltà e problemi di integrazione ci ha permesso di riflettere sulla loro situazione in maniera diversa.

¡Hola chicos! Queremos adentrarnos más en el proyecto que estamos desarrollando y daros más informaciones. El 27 de febrero hicimos algunas entrevistas en varias áreas de Rávena para mostraros nuestra ciudad.
La primera inspección fue en el área de la estación de trenes donde entrevistamos a Kauser, un señor bengalí, dueño de una joyería. Él nos explicó su situación en Italia y nos contó algunas anécdotas de su vida. Kauser se siente perfectamente integrado en nuestro país tanto que se ahora tiene la ciudadanía italiana y está muy orgulloso de esto.
Además fuimos a Città Attiva, un centro de mediación social en los jardines Speyer, cerca de nuestro instituto. En este proyecto participan 18 asociaciones de voluntarios que quieren mejorar este barrio fantástico que, sin embargo, está deteriorado en materia urbanística. Por ejemplo dos de estas asociaciones son Romania Mare y Legambiente. La primera acoge principalmente a las cuidadoras rumanas en dificultades que pasan aquí la gran mayoría de su tiempo libre y atienden cursos de formación para cuidar a los ancianos. La segunda se ocupa de problemas ambientales e incluso ofrece cursos de lengua italiana a los inmigrantes. Además Città Attiva propone iniciativas muy interesantes como por ejemplo servicios de anti-discriminación y laboratorios para entretener a los niños.
Otro lugar que visitamos fue el despacho de la directora de Terra mia, una asociación y cooperación de mediación lingüística que se ocupa de la integración de los extranjeros en Rávena. Su objetivo principal es la planificación de cursos de educación escolares individuales, capaces de acompañar a los alumnos y familias en el esta nueva etapa de la vida. De esta manera se favorecen los mecanismos de interacción e integración con las instituciones, la escuela y la sociedad.
Finalmente paramos en la parroquia de San Rocco, que no solo es un lugar de culto, sino también se compromete a ofrecer servicios a las personas necesitadas: un dormitorio, una cantina y una pequeña tienda que suministra comida. Durante la inspección tuvimos la oportunidad de hacer preguntas a las personas que estaban allí y nos explicaron la funcionalidad del lugar y sus servicios.
Gracias a esta experiencia, tuvimos la oportunidad de conocer a una parte de la sociedad a la que solemos referirnos superficialmente. En concreto, entrevistar a inmigrantes con dificultades y problemas de integración nos ha permitido reflejar sobre su situación de manera diferente.

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