Cronache dal mondo fuori

“Cronache dal mondo fuori”, perché c’è ancora un mondo fuori, perché c’è sempre un mondo fuori!
La serie di racconti è disponibile anche in edizione audio per non vedenti. Con questo progetto di narrativa documentaria stiamo parlando di amore, di emozioni, di treni che non si fermano, di ospedali, medici, infermieri, di passeggiate notturne, di fattorini ma soprattutto di persone. Tutte le nostre storie sono tratte da testimonianze che stiamo raccogliendo in questi giorni di isolamento, con la speranza che ciascuno di noi possa ancora riconoscere nell’altro una parte di se ed appassionarsi alla vita che, sia pur diversa, resta legata sempre a doppio filo con la realtà che ci circonda. Sentiamo che c’è tanto bisogno di guardarsi fuori, di ascoltare, di comprendere, di viaggiare. È per questo che non siamo semplicemente una finestra sul mondo, ma una mano da tenere, che può accompagnare i lettori e gli ascoltatori fuori, per guardarsi dentro, per continuare a comprendere che siamo una società e che è la società che in questo momento ci sta salvando la vita.

Buona lettura e buon ascolto dalla redazione di “Cronache dal mondo fuori”.

Ascolta “Cronache dal mondo fuori” su Spreaker.

il treno va

Il treno non lo puoi fermare. Anche durante un’epidemia, con il mondo chiuso in casa, il treno va, carico di storie, di pensieri, di sogni… I tre protagonisti del racconto intrecciano i loro pensieri con le atmosfere del periodo di isolamento dovuto all’epidemia causata dal virus covid-19, carichi di sentimenti e di immaginazione. [leggi il racconto]

Ingranare la marcia giusta. Le bici dei rider si muovono nelle città svuotate dalla quarantena. Il protagonista di questo racconto fa consegne a domicilio a Bologna. Nelle sue parole i pensieri, le paure, le emozioni intime e quelle condivise da molti suoi colleghi. Una pedalata tra portici rossi, pensieri notturni e incontri. [leggi il racconto]

I turni di notte, le sveglie all’alba, le sigarette, i caffè, i colleghi. Le battute in catena di montaggio, le sfide da sbruffone, la schedina, la foto dei figli, la macchina nuova… la classe operaia non è andata in paradiso ma non pensava nemmeno di finire in un incubo. A working class hero is something to be [leggi il racconto]

L’amore entra senza bussare, esce senza far rumore, si intrufola tra le pieghe della vita. I protagonisti di questo racconto attraversano quest’epidemia alla ricerca di un’identità con la forza dirompente dei sentimenti, per sesso o per amore. [leggi il racconto]

Via del Pratello deserta di sabato sera, a Bologna, non si era vista mai, neanche in sogno. Colpa dei vigili della quarantena, di 4 videomaker e di una autocertificazione magica… Ormai, di questi tempi, non si può neanche sognare in santa pace. Matilde Gravili racconta il suo sogno ai tempi del coronavirus, tra sensazioni reali e atmosfere oniriche. [leggi il racconto]

Il viaggio oggi è più lungo… per infermieri e medici che lavorano negli ospedali, carico di pensieri, paure e preoccupazioni quanto di forza, coraggio e solidarietà. “Una realtà che non è il tuo mondo” racconta le sensazioni di un’infermiera che affronta un mondo che riconosce sebbene la respiri ogni giorno filtrata da una mascherina, con addosso una tuta bianca. [leggi il racconto]

Anna non ha un supermercato h24 vicino casa e neanche un cane da portare in giro ma ha bisogno, ogni notte, di portare a spasso la sua ispirazione. Fa sempre lo stesso percorso, tra vicoli deserti, finestre aperte che proiettano come ombre cinesi quadrati di vita e telecamere di sorveglianza, ma questa sera c’è qualcuno ad aspettarla… [leggi il racconto]

Da quando c’è il covid le notti al reparto psichiatria non sono più le stesse. Ogni chiamata dal pronto soccorso è un grande punto interrogativo. Mara fa il turno di notte. È una psichiatra costretta a fare i conti con questa epidemia, ad indossare la mascherina, a trattare diversamente i pazienti, a ricordare il percorso pulito e il percorso sporco… Ogni notte è un’avventura che la porta a misurarsi con se stessa. [leggi il racconto]

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Dante, novantenne beneficiario di AUSER Bologna, riscopre dalla finestra del suo salotto la città rifiorire col profumo di una primavera che gli riserva sensazioni messe da parte per anni. La storia di Dante è un telescopio sul suo pianerottolo che racconta l’importanza di unione e solidarietà in una società complessa e articolata, come quella attuale. [leggi il racconto]

Di questi tempi, nessuno può sapere cosa si nasconde dietro alla mascherina: un bel sorriso luminoso, un’espressione preoccupata, un sorriso forzato o magari un broncio. Ma ci sono persone così espressive da riuscire a far parlare gli occhi.
Siamo in questura, una giornata primaverile, fuori splende il sole, ma è così facile e rapido cambiare d’umore: è difficile tenere lontane le negatività. Eleonora Suppi racconta la quotidianità delle forze dell’ordine ai tempi del Covid-19, controllori di un pullman diretto all’aldilà. [leggi il racconto]

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Per molti il proprio mondo diventa sempre più piccolo e a volte sta un po’ stretto, come per Annamaria, che una volta a settimana incontra Valerio, un volontario che le consegna la spesa. Il telescopio sul pianerottolo di Annamaria guarda lontano e i ricordi e i viaggi di una vita le permettono ora di conoscere più a fondo se stessa e di dare forme nuove a quanto è meritevole di gratitudine. [leggi il racconto]

Enigmi al tempo del corona virus. Valerio, il volontario di Auser Bologna si imbatte nel mondo di Clelia, fatto di rebus, circoli e furbi consigli. Tra un nuovo pianerottolo e una calda rampa di scale fioriscono anche alcune sorprese. Si conclude con questo racconto di Lorenzo Torcello il ciclo “Il telescopio sui pianerottoli” [leggi il racconto]

Sam fa le pulizie in un reparto Covid e da due mesi la sua vita non è più la stessa. I ritmi sono scanditi dal ricambio continuo dei guanti, dall’automatizzazione dei gesti e del mantra che rimbomba in testa da inizio a fine turno: sanifica e igienizza. Mentre fuori il mondo scorre, dentro al reparto Covid sembra che ogni cosa si ripeta in loop. Vestizione, pulizie, svestizione. Ma a volte anche le peggiori giornate possono essere stravolte da un raggio di speranza. [leggi il racconto]

Le parole di Hamudi e di Aicha sono capaci di restituire con chiarezza l’essenza di questi giorni. Non solo della loro quarantena ma anche della nostra. È come se l’acqua in un bicchiere, da torbida e agitata, si facesse immediatamente ferma e cristallina, e fossimo in grado di guardarci attraverso.  i saharawi sono conosciuti per essere un popolo paziente, siccome aspettano la libertà da più di 45 anni: sono i figli delle nuvole. Scopri anche tu questo popolo meraviglioso, capace di riflettere una purezza ed una semplicità tanto disarmanti quanto emozionanti. [leggi il racconto]

Paolo non capisce mai nulla, è sempre in ritardo e manca sempre gli appuntamenti importanti. Paolo non può restare a casa, lui resta in strada mentre il mondo attorno si sta chiudendo nelle proprie abitazioni. Paolo non è solo, anche se così sembrerebbe, perché vedrete che Paolo è uno che non si può dimenticare facilmente. Cari lettori, cari ascoltatori, vi presentiamo Paolo… [leggi il racconto]