Il giorno in cui il nemico è arrivato molto vicino – mi diario de cuarentena

Esto contenidos van a ser publicados tanto en italiano como español, por tanto a continuación se encuentra el post en lengua española


Oggi il nemico è alle porte e il diario di Hamudi si tinge di tristezza e paura.
Continua il racconto della quarantena vista dai campi saharawi. In una situazione sospesa ed estenuata dal lungo esilio e da una apartheid silenziosa il grido di questo popolo è sempre più soffocato dalla attuale situazione di pandemia. Speriamo che questo diario possa arrivare a sempre più persone e che il popolo saharawi possa essere sempre meno solo in questa battaglia.

Hamudi Faraye

27 anni, Smara.

Il mio diario di quarantena

01/05/2020
Il giorno in cui il Covid-19 è arrivato molto vicino

Una giornata grigia piena di tristezza e paura e tanta tensione: così può essere riassunto il nostro primo giorno di maggio perché ormai abbiamo il virus più vicino che mai, Tindouf* cade con 6 casi tutti insieme, un numero capace di gettarci nel panico, ora abbiamo il nemico a 65 km di distanza e le cose stanno diventando sempre più terribili e se non rispettiamo le misure forse l’arrivo del virus non è che una questione di tempo. 

Oggi come sempre nei giorni di riposo mi sono alzato molto tardi, dopo la doccia la prima cosa che ho fatto è stata controllare i social (facebook e twitter) e la prima notizia in cui mi sono imbattuto è che a Tindouf c’erano 6 possibili contagi e ormai teoricamente era confermata, mancava solo l’annuncio ufficiale del ministero della Salute algerino che sarebbe stato pubblicato nel pomeriggio, in quel momento non credevo alla notizia ricevuta e ho dovuto controllare diverse fonti ma tutte quelle fonti dicevano la stessa cosa, poi ho incrociato le dita e ho aspettato fino alla conferma del ministero che ha detto che Tindouf è caduta con 6 casi tutti insieme e ora dobbiamo vivere faccia a faccia con il virus, è il momento di ricominciare con nuove regole e misure molto severe.

Come tutti quelli che sono in isolamento, oggi ho ricordato i miei familiari che vivono lontano da me perché questo è un dovere che compio quotidianamente, solo che oggi mi sono reso conto che è la giornata internazionale dei lavoratori e in questi momenti proviamo riconoscenza per loro, soprattutto per i sanitari che si sacrificano negli ospedali per frenare la pandemia, e non dimentichiamo il corpo di sicurezza nazionale, quelli che gridano per le strade per non far uscire nessuno e per salvare ciò che resta.

Sembra che la pandemia durerà più a lungo anche se le misure sono state allentate in molti paesi, ma finché non esiste un vaccino ufficiale per questo virus, non siamo pessimisti, cerchiamo solo di essere realistici, niente è eterno se non la morte e questo virus lo fermiamo insieme.


Tindouf è la città algerina più vicina ai campi saharawi ed è lo snodo che li collega al resto del mondo. È a 65 km ma è come fosse molto più vicina, perché è l’unica città che li rifornisce, tutti i collegamenti passano da lì e molti saharawi lavorano a Tindouf.

Il diario di Hamudi continua martedì prossimo.

Traduzioni ed edizione a cura di Eleonora Suppi e Valeria Cassino


español

Hoy el enemigo está a las puertas y el diario de Hamudi se tiñe de tristeza y miedo.
Continúa la historia de la cuarentena vista desde los campamentos saharauis. En una situación suspendida y agotada por un largo exilio y un apartheid silencioso, el grito de este pueblo se ve cada vez más ahogado por la actual situación de pandemia. Ojalá que este diario llegue a cada vez más gente y que el pueblo saharaui esté cada vez menos solo en esta batalla. 


Hamudi Faraye

27 años, Smara.

Mi diario de cuarentena

01/05/20
El día que tenemos el Covid-19 muy cerca de nosotros

Un día gris lleno de tristeza y miedo y tanta tensión así se puede resumir nuestro primer día de mayo porque el virus ya lo tenemos más cerca que nunca, Tindouf* cae con 6 casos en una vez, un número capaz de ponernos en pánico, ahora el enemigo lo tenemos a 65 km de distancia y las cosas están siendo más terribles y si no cumplimos con las medidas posiblemente la llegada del virus es cuestión de tiempo. 

Hoy como cualquier día de descanso me levanté muy tarde tras de ducharme primero empecé con revisar los medios sociales (facebook y twitter) la primer noticia que crucé fue que en Tindouf había posibilidad de 6 contagios teóricamente ya estaba confirmada solo faltaba el anuncio oficial del ministerio de salud argelino que lo iban a publicar por la tarde, en ese momento yo no creía en la noticia que recibí y tuve que revisar varias fuentes pero todas aquellas fuentes decían lo mismo, entonces quedaba dedos cruzados y esperando hasta que llegó el momentos de confirmación del ministerio donde dice Tindouf cae con 6 casos en una vez y ahora nos toca vivir frente a frente con el virus es el momento de empezar de nuevo con nuevas normas y medidas muy estrictas.

Como cualquier en confinamiento hoy recordaba mis familiares que viven lejos de mí ya que eso un deber que lo hago diariamente solo que hoy me di cuenta de que es el día internacional de los trabajadores y en estos momentos tenemos reconocimientos para ellos especialmente los sanitarios que sacrifican en los hospitales para frenar la pandemia y no olvidamos al cuerpo de seguridad nacional aquellos que gritan en las calles para que nadie sale y salvar lo que queda.

Parece que la pandemia duraría más aunque las medidas fueron relajadas en muchos países pero mientras que no existe una vacuna oficial para este virus, no somos pesimistas solo intentamos ser realistas, nada es eterno menos la muerte y este virus lo frenamos unidos.


* Tinduf es la ciudad argelina más cercana a los campamentos saharauis y es el enlace que los conecta con el resto del mundo. Está a 65 km de distancia, pero es como si estuviera mucho más cerca, porque es la única ciudad que los abastece, todas las conexiones pasan por allí y muchos saharauis trabajan en Tinduf.

El diario de Hamudi va a continuar el próximo martes.

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