Il turno di notte -CdMF

Da quando c’è il covid le notti al reparto psichiatria non sono più le stesse. Ogni chiamata dal pronto soccorso è un grande punto interrogativo. Mara fa il turno di notte. È una psichiatra lei, non lavora in medicina d’urgenza, eppure è costretta a fare i conti con questa epidemia, ad indossare la mascherina, a trattare diversamente i pazienti, a ricordare il percorso pulito e il percorso sporco… Ogni notte è un’avventura che la porta a misurarsi con se stessa.

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A spasso con l’ispirazione – CdMF

Anna non ha un supermercato h24 vicino casa e neanche un cane da portare in giro ma ha bisogno, ogni notte, di portare a spasso la sua ispirazione. Fa sempre lo stesso percorso, tra vicoli deserti, finestre aperte che proiettano come ombre cinesi quadrati di vita e telecamere di sorveglianza, ma questa sera c’è qualcuno ad aspettarla… Stella Dalla Costa illumina le strade buie del centro di Bologna e ci accompagna tra suggestioni ed emozioni inaspettate.

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…e il tempo crea eroi – CdMF

Il viaggio oggi è più lungo… per infermieri e dottori che lavorano negli ospedali, carico di pensieri, paure e preoccupazioni quanto di forza, coraggio e solidarietà. “Una realtà che non è il tuo mondo” è un racconto tratto dalle parole e dalle sensazioni di un’infermiera che non si abbatte mai, ma affronta un mondo che riconosce non essere la sua realtà sebbene la respiri ogni giorno filtrata da una mascherina, con addosso una tuta bianca. “E se non ci fossimo noi come faremmo?” Lorenzo Torcello percorre tra le corsie degli ospedali la storia di chi ora ha un ruolo indispensabile per tutti.

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Sogno di quarantena. – CdMF

Via del Pratello deserta di sabato sera, a Bologna, non si era vista mai, neanche in sogno. Colpa dei vigili della quarantena, di 4 videomaker e di una autocertificazione magica… Ormai, di questi tempi, non si può neanche sognare in santa pace. Matilde Gravili ci racconta il suo sogno ai tempi del coronavirus, tra sensazioni reali e atmosfere oniriche.

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Amori domiciliari – CdMF

L’amore entra senza bussare, esce senza far rumore, si intrufola tra le pieghe della vita. Un territorio sconosciuto che si svela tra le maglie di una trama variopinta, un universo logoro e malinconico che si abbandona scialbo alla resa dei sensi, la confidenza di un mondo familiare che diventa il motore di una nuova vita; i protagonisti di questo racconto attraversano quest’epidemia alla ricerca di un’identità con la forza dirompente dei sentimenti, per sesso o per amore.

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“A working class hero is something to be” – CdMF

I turni di notte, le sveglie all’alba, le sigarette, i caffè, i colleghi. Le battute in catena di montaggio, le sfide da sbruffone, la schedina, la foto dei figli, la macchina nuova… la classe operaia non è andata in paradiso ma non pensava nemmeno di finire in un incubo. A working class hero is something to be!

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Consegne a domicilio – CdMF

Ingranare la marcia giusta. Le bici dei rider si muovono nelle città svuotate dalla quarantena. Il protagonista di questo racconto fa consegne a domicilio a Bologna. Nelle sue parole i pensieri, le paure, le emozioni intime e quelle condivise da molti suoi colleghi. Una pedalata tra portici rossi, pensieri notturni e incontri.

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In carrozza! – CdMF

Il treno non lo puoi fermare. Anche durante un’epidemia, con il mondo chiuso in casa, il treno va, carico di storie, di pensieri, di sogni… I tre protagonisti del racconto intrecciano i loro pensieri con le atmosfere del periodo di isolamento dovuto all’epidemia causata dal virus covid-19, carichi di sentimenti e di immaginazione.

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Inshallah vuol dire Inshallah

Dalla semplicità delle storie, nei ritmi spezzati dal caldo o dal vento, dal freddo o dalla sabbia, sul suono di un saluto così lungo che sembra un canto, abbiamo steso un filo che si dipana da Ravenna alle tende e le case di questi campi e che ancora una volta ci porterà a domani… in šāʾ Allāh – إن شاء اللّه.

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La passione non ha bisogno di te…

Alda Merini diceva “Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.” ed è proprio “Passione” il titolo del terzo capitolo di Ravenna Saharawi andata e ritorno. Se ci si lascia trasportare dalla tenerezza, guardando queste immagini, il rischio è che si crei l’ennesima scatola vuota e che si perda di vista lo sforzo, la sofferenza, l’urgenza, la passione enorme che ci vuole per fare qualcosa in cui si crede, qualcosa per gli altri, qualcosa che faccia di noi stessi una persona migliore!

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