Un telescopio sui pianerottoli. Annamaria – CdMF

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Per molti il proprio mondo diventa sempre più piccolo e a volte sta un po’ stretto, come per Annamaria, beneficiaria di AUSER Bologna che una volta a settimana incontra Valerio, un volontario. Il telescopio sul pianerottolo di Annamaria guarda lontano e i ricordi e i viaggi di una vita le permettono ora di conoscersi più a fondo e di dare forme nuove a quanto è meritevole di gratitudine.

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Un telescopio sui pianerottoli. Dante – CdMF

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Dante, novantenne beneficiario di AUSER Bologna, riscopre dalla finestra del suo salotto la città rifiorire col profumo di una primavera che gli riserva sensazioni messe da parte per anni. Attraverso Valerio, che ha condiviso la su esperienza per CdMF, la storia di Dante è un telescopio sul suo pianerottolo in grado di dimostrare l’importanza di unione e di solidarietà in una società complessa e articolata, come quella attuale.

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Un mese di racconti dal “mondo fuori”

Sono passate già 4 settimane da quando abbiamo cominciato a portarvi nel “mondo fuori” con i nostri racconti e in un attimo siamo arrivati ad 8. Tutte storie tratte da testimonianze che stiamo raccogliendo in questi giorni di quarantena dovuti al coronavirus, con la speranza che ciascuno di noi possa ancora riconoscere nell’altro una parte di se ed appassionarsi alla vita che, sia pur diversa, resta legata sempre a doppio filo con la realtà che ci circonda. L’isolamento…

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Cronache dal mondo fuori

“Cronache dal mondo fuori”, perché c’è ancora un mondo fuori, perché c’è sempre un mondo fuori!
La serie di racconti, disponibile anche in edizione audio per non vedenti, nasce dalle storie di chi ha voluto condividere con noi la propria esperienza dei giorni in “lockdown” nel 2020, per via dell’epidemia dovuta al Covid-19.

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Sogno di quarantena. – CdMF

Via del Pratello deserta di sabato sera, a Bologna, non si era vista mai, neanche in sogno. Colpa dei vigili della quarantena, di 4 videomaker e di una autocertificazione magica… Ormai, di questi tempi, non si può neanche sognare in santa pace. Matilde Gravili ci racconta il suo sogno ai tempi del coronavirus, tra sensazioni reali e atmosfere oniriche.

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