Ritirare di persona passando dal retro – Cronache dal nuovo mondo

Il latte di vacca, bevuto dentro alla tazza del nonno, lo soffia via il maestrale, perché è ora che la barca prenda il largo, covid o no.
Leggi il racconto dal vero di Stella Dalla Costa, che ha raccontato per noi le storie del dopo lockdown.

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La domatrice di elefanti – Cronache dal nuovo mondo

I viali di una Bologna notturna, incredibilmente vuota, che somigliavano agli Champs Elysées, adesso sono illuminati a giorno, e rivelano storici segreti di una città che ha cambiato forma, perché le cose non diventano mai com’erano prima.

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Il 2020 che non avevo immaginato – Cronache dal nuovo mondo

Fuori ci sono ancora le ombre della neve. Per compensazione il 2020 ci ha regalato una fioccata con tutti i crismi. Mio fratello in cucina prepara il Martini Dry, che mi sembra il modo più degno per annegare l’anno che è stato. Come sempre la sera del 31 penso ai propositi per l’anno che verrà

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Reparto Covid – CdMF

Sam fa le pulizie in un reparto Covid e da due mesi la sua vita non è più la stessa. I ritmi sono scanditi dal ricambio continuo dei guanti, dall’automatizzazione dei gesti e del mantra che rimbomba in testa da inizio a fine turno: sanifica e igienizza. Mentre fuori il mondo scorre, dentro al reparto Covid sembra che ogni cosa si ripeta in loop. Vestizione, pulizie, svestizione. Ma a volte anche le peggiori giornate possono essere stravolte da un raggio di speranza.

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Un telescopio sui pianerottoli, Clelia – CdMF

Enigmi al tempo del corona virus. Valerio, il volontario di Auser Bologna si imbatte nel mondo di Clelia, fatto di rebus, circoli e furbi consigli. Tra un nuovo pianerottolo e una calda rampa di scale fioriscono anche alcune sorprese.

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Un telescopio sui pianerottoli. Annamaria – CdMF

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Per molti il proprio mondo diventa sempre più piccolo e a volte sta un po’ stretto, come per Annamaria, beneficiaria di AUSER Bologna che una volta a settimana incontra Valerio, un volontario. Il telescopio sul pianerottolo di Annamaria guarda lontano e i ricordi e i viaggi di una vita le permettono ora di conoscersi più a fondo e di dare forme nuove a quanto è meritevole di gratitudine.

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Pattuglie anti-coronavirus – CdMF

Di questi tempi, nessuno può sapere cosa si nasconde dietro alla mascherina: un bel sorriso luminoso, un’espressione preoccupata, un sorriso forzato o magari un broncio. Ma ci sono persone così espressive da riuscire a far parlare gli occhi.
Siamo in questura, in una giornata primaverile, fuori splende il sole, tuttavia è così facile e rapido cambiare d’umore; anche con le migliori intenzioni è difficile tenere lontane le negatività.
Eleonora Suppi racconta la quotidianità delle forze dell’ordine ai tempi del Covid-19, controllori di un pullman diretto all’aldilà.

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Un telescopio sui pianerottoli. Dante – CdMF

Fuori dalla porta di casa, il mondo fuori non è accessibile a tutti. Dante, novantenne beneficiario di AUSER Bologna, riscopre dalla finestra del suo salotto la città rifiorire col profumo di una primavera che gli riserva sensazioni messe da parte per anni. Attraverso Valerio, che ha condiviso la su esperienza per CdMF, la storia di Dante è un telescopio sul suo pianerottolo in grado di dimostrare l’importanza di unione e di solidarietà in una società complessa e articolata, come quella attuale.

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Un mese di racconti dal “mondo fuori”

Sono passate già 4 settimane da quando abbiamo cominciato a portarvi nel “mondo fuori” con i nostri racconti e in un attimo siamo arrivati ad 8. Tutte storie tratte da testimonianze che stiamo raccogliendo in questi giorni di quarantena dovuti al coronavirus, con la speranza che ciascuno di noi possa ancora riconoscere nell’altro una parte di se ed appassionarsi alla vita che, sia pur diversa, resta legata sempre a doppio filo con la realtà che ci circonda. L’isolamento…

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Il turno di notte -CdMF

Da quando c’è il covid le notti al reparto psichiatria non sono più le stesse. Ogni chiamata dal pronto soccorso è un grande punto interrogativo. Mara fa il turno di notte. È una psichiatra lei, non lavora in medicina d’urgenza, eppure è costretta a fare i conti con questa epidemia, ad indossare la mascherina, a trattare diversamente i pazienti, a ricordare il percorso pulito e il percorso sporco… Ogni notte è un’avventura che la porta a misurarsi con se stessa.

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